
Elena
Terza generazione, conduce la tenuta
Dopo gli studi di agronomia è tornata in collina per guidare la conversione al biologico dei vigneti.

La scelta di restare, la pazienza di aspettare
Nel 1961 il nonno comprò i primi tre ettari sul versante che nessuno voleva: troppo ripido, troppo faticoso. Oggi quelle vigne sono il cuore delle nostre riserve.



Per trent’anni l’uva veniva venduta alle grandi cantine della zona. Nel 1994 la scelta che ha cambiato tutto: vinificare in proprio, poche migliaia di bottiglie, con il nome della tenuta in etichetta.
Dal 2012 coltiviamo in regime biologico certificato e abbiamo recuperato le gallerie sotterranee dove oggi riposano le botti.

Terza generazione, conduce la tenuta
Dopo gli studi di agronomia è tornata in collina per guidare la conversione al biologico dei vigneti.

Enologo
Assaggia ogni vasca due volte al giorno durante la vendemmia: dice che i vini si capiscono solo così.
Il carattere di un vino prende forma molto prima della cantina.
Sei passaggi, sempre gli stessi, ripetuti con cura a ogni vendemmia.
Tutto comincia dalla scelta del grappolo.
Raccogliamo in cassette piccole, una parcella alla volta, nelle ore più fresche del mattino. In cantina arrivano solo le uve sane e mature al punto giusto.
Ogni vigna ha la sua voce.
Le parcelle fermentano separatamente in acciaio e cemento, con lieviti indigeni e temperature controllate, per non perdere le differenze del suolo.
Il tempo che non si vede.
I rossi maturano in botti grandi di rovere per 18–36 mesi. Il legno resta discreto: serve ad arrotondare, non a coprire.
Il gesto più antico della casa.
Per il passito, i grappoli migliori riposano sui graticci fino a perdere metà del loro peso e concentrare zuccheri e profumi.
L’arte dell’equilibrio.
Assaggiamo ogni vasca e decidiamo insieme le proporzioni finali: è il momento in cui l’annata trova il suo carattere.
Uscire solo quando è pronto.
Prima di arrivare sulla vostra tavola, ogni vino affina in bottiglia almeno sei mesi nelle nostre gallerie sotterranee.